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Anche tu stai rischiando l’estinzione PROFESSIONALE?

13 Ottobre, 2020

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Non tutti quelli che leggeranno questo articolo mi conoscono di persona o mi frequentano a sufficienza per sapere che io non guardo la tv e se guardo un film lo faccio solo per rilassarmi. Condivisibile o meno questo è il mio approccio alla cinematografia. Se voglio approfondire, riflettere o pensare prediligo leggere!

Ovviamente da questo approccio che cosa ci si può aspettare? Semplice! Guardo film che molti di voi definiscono: spazzatura. E come darvi torto…non c’è dubbio che il livello medio dei film su cicloni, uragani, valanghe e terremoti sia piuttosto basso. Per citarne solo alcuni: “The Wave, The Day After Tomorrow, 2012, ecc…

La tematica principale è il disastro naturale o provocato dall’uomo e della relazione con esso, fino a spingersi talvolta alla possibile scomparsa del genere umano sulla Terra.

La trama generale è sempre la stessa: uno scienziato un po’ fuori dagli schemi e snobbato dalla comunità scientifica da anni annuncia un disastro imminente. Nessuno lo prende sul serio e l’umanità continua imperterrita a causare danni alla Terra, spesso mossa dal profitto o da gente senza scrupoli. Dei segnali inequivocabili anticipano il disastro imminente ma nessuno ci fa caso, fino a quando accade il peggio; da qui in poi la situazione cambia: l’umanità si divide tra gli egoisti che cercheranno solo di salvare i loro interessi o la loro pellaccia e gli altruisti, coloro che faranno fronte comune per salvare l’umanità. Durante lo svolgimento del film molte persone moriranno – spesso tutti i cattivi – e il film termina con un lieto fine e la nascita di una nuova era.

A questo punto vi starete chiedendo: pensavo di aver aperto un blog di marketing strategico, che cosa me ne frega dei film! Dove vuole arrivare Federico con questo discorso?

Il periodo che stiamo vivendo è simile. Il Covid non decreterà la fine della vita sulla Terra, né la fine di tutte le attività professionali. C’è sempre un lieto fine: ma ahimè – come nei film – solo per alcuni. Così sarà anche nel periodo di difficoltà che stiamo attraversando. Non serve essere dei veggenti o degli scienziati pazzi per capire che le difficoltà non le abbiamo lasciate alle spalle nei mesi di lockdown, ma ci stanno tutte davanti: novembre, dicembre, gennaio…

Attualmente qual è lo scenario?

Lo scenario sanitario ed economico non è positivo e in Italia sono pochi i liberi professionisti o le attività che stanno attuando dei piani di difesa per sopravvivere e superare senza ferite questo terribile periodo. Tu non devi illuderti guardando alle grandi aziende che, per non creare un’emergenza sociale a motivo della perdita di migliaia di posti di lavoro, si siederanno ai tavoli del Governo per trovare una soluzione. Io parlo di noi, dei liberi professionisti. Se tu sparisci dalla faccia della Terra non si accorge nessuno, se il tuo studio chiude i battenti se ne accorgono solo i tuoi vicini, i quali magari sono anche felici perché gli stavi sulle palle o gli occupavi l’unico parcheggio libero della via.

Dal mio punto di osservazione vedo principalmente 3 situazioni.

1) Professionisti stanno rischiando l’estinzione ma non se ne accorgono

Perché? Semplice! Hanno una “visione limitata o parziale”. Sono come i cavalli con i paraocchi, con la differenza che il cavallo viene obbligato a guardare solo in una direzione e, facendolo, diventa più performante nel suo lavoro, mentre questi professionisti scelgono spontaneamente di avere una visione parziale delle cose. I motivi sono molti e nella maggior parte dei casi frutto di un approccio al lavoro “da secolo scorso”, da “anni d’oro”: molti professionisti non diventeranno mai dei veri imprenditori; rimarranno solo dei tecnici che hanno deciso di “comprarsi un mestiere”, o gli eredi di qualcuno che a suo tempo è stato un vero imprenditore. Chi è venuto prima di loro gli ha sempre mostrato che è così che si fa e replicano in maniera stupida un cliché o un modello di business che ormai non ha più senso.

Secondo te: Questi professionisti si accorgono che si stanno estinguendo? No! Troppo sciocchi per capirlo o troppo impegnati in aperitivi per rendersene conto.

2) Professionisti che cercano disperatamente una soluzione ma nella direzione sbagliata

Annaspano. Stanno rimanendo senza ossigeno e la colpa non è né della Banche né del Governo, ma di un approccio sbagliato ai propri compiti. Li becchi subito: passano gran parte della giornata a fare quello che sostanzialmente fanno i loro collaboratori o dipendenti; il loro contributo all’azienda non è differente. Oppure passano fino a 10 ore o più della loro giornata a fare le stesse cose che facevano prima, cioè lavorare sulla parte operativa. Invece i compiti e gli obiettivi di chi è al comando di un’attività, così come la sua visione d’insieme, devono essere completamente differenti.

L’esito di un tale comportamento sarà duplice. Nel migliore dei casi porterà questo libero professionista a rimanere piccolo, a non evolvere mai la sua attività in un vero e proprio business; nel peggiore dei casi invece il suo studio è destinato al fallimento che, prima o poi, arriverà inesorabile.

3) Professionisti che meritano l’estinzione professionale  (solo professionale?)

Ci sono persone che anziché porsi le domande giuste e passare all’azione stanno meramente a costatare e registrare cosa accade attorno a loro. Sono quelli che parlano tanto di essere delle persone pratiche, ma in realtà sono solo dei praticoni, che non passano mai all’azione. Sono diventati dei perfetti contabili, non gli sfugge nulla e ti propinano una lettura super dettagliata, quasi da docente di economia sociopolitica. Peccato che poi non sono in grado di passare all’azione per cambiare una virgola della m***a in cui stanno affondando.

Ci sono addirittura interi settori (evito di citare il principale) che anziché lottare piangono miseria da sempre e hanno il vizio della lamentela in continuazione. Sono quelli che sanno che tanto arriveranno i contributi statali a salvarli, la cassa integrazione per i loro operai e che sono 2000 anni che si lamentano.

A questi tali che talvolta incontro sulla mia strada, che mi descrivono dettagliatamente la realtà e si lamentano io rispondo: “Bella l’analisi! La condivido! Ma la vera domanda è: Tu cosa stai facendo perché questa tua situazione cambi?” Cosa stai facendo per aver più clienti? Cosa stai facendo per trasformare le minacce in opportunità?

Cosa fare da oggi?

Le attività per essere portate al successo hanno bisogno di professionisti che prendano decisioni: sagge, precise e mirate; che sappiano modificare, cambiare e addirittura stravolgere il proprio modus operandi o modo di ragionare.

Non importa il settore o la tipologia di business nel quale sei; oggi per superare pandemie e scossoni economici, devi fare scelte importanti e lungimiranti. Queste ultime devono darti la possibilità non solo di mettere in salvo la tua attività e di non farti bruciare soldi, ma anche di riprogrammarla e farla prosperare nel breve periodo.

Se non vuoi rischiare l’estinzione professionale, ci sono alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti. Sono frutto di anni di esperienza personale nelle mie due aziende, di confronto con imprenditori e di ciò che ho visto nelle mie consulenze. Prova a muoverti così:

  • Distingui tra attività operative e attività imprenditoriali: utilizza il tuo tempo per le attività operative: consulenze, corsi di formazione, vendita, ecc…; allo stesso tempo sii lungimirante ed inizia ad investire una parte del tuo tempo (anche 1 ora sola al giorno per iniziare) per le attività imprenditoriali, ovvero quelle che generano continuo sviluppo dell’azienda: 1) risolvi i problemi ricorsivi in maniera definitiva attraverso procedure, strumenti, automazioni 2) progetta il sistema Attività e il sistema vendita. A scanso di equivoci, quello che ho appena detto è valido a maggior ragione per i liberi professionisti 3) crea asset: tutto ciò che ti produce soldi indipendentemente dal tuo tempo fisico (es. un videocorso, rispetto ad un corso in presenza; un e-book o libro cartaceo rispetto ad un corso in presenza, ecc…)
  • Circondati delle persone giuste: il gruppo dei pari è un sostegno importante. Ne ho parlato anche in un post sulla nostra Pagina Facebook (vorrei mettere il link al post). Non ascoltare i consigli di chi non ha lo stile di vita che desideri! Cerca di ispirarti a persone che hanno uno status a cui tu aspiri tra qualche anno. Circondati di persone stimolanti, che hanno raggiunto risultati e che potrebbero essere i “personal trainer” dello stile di vita professionale (e di business) che desideri! Lascia che gli altri facciano prendere aria ai denti, tu ascolta chi ha teorizzato, praticato e realizzato!
  • Informati ma poi usa il cervello. Mi sono sempre chiesto come facciano alcuni tir ad incastrarsi in alcuni paesini di montagna. Ovviamente non capita a tutti i tir, ma solo a quelli che hanno alla guida un cretino, che usa mani e piedi a guidare ma non il cervello. Se tu chiedi a questo autista demente come ha fatto ad incastrarsi ti risponde pacificamente: “me lo ha detto il navigatore di passare di qui!”. Oggi siamo fortunatissimi, abbiamo a disposizione una tecnologia e una rete di informazione (web) che anche solo qualche decennio fa ci potevamo scordare. Usiamola c***o! Ma non per condividere tutte le puttanate e fake news, ma per raccogliere informazioni, fare auto-formazione, approfondire, ecc…

Tu cosa vuoi essere?

Questa è la domanda esistenziale, quasi alla Marzullo. Ciascuno di noi come professionista destinato a diventare imprenditore ha in mano il proprio destino. E allora chiediti in tutta sincerità: Ma io in questo piccolo frangente di storia cosa voglio essere? Un professionista che sta rischiando l’estinzione ma non se ne accorge? O un professionista che cerca disperatamente una soluzione ma nella direzione sbagliata?

O un professionista che merita l’estinzione professionale? Oppure un professionista destinato a scalare le vette per diventare un IMPRENDITORE?

Io ti suggerisco l’ultima. Da quella cima si ha la visuale di un panorama mozzafiato e una soddisfazione professionale e personale che poche persone nella vita proveranno.

Provaci! Mi piacerebbe poi saper come è andata e mi raccomando: sei hai bisogno di un aiuto, prima di fare la fine del professionista che sta annaspando, di quello che manco si accorge che si sta estinguendo fai un fischio e contattaci.

Alla tua prosperità!

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Ciao! Sono Federico. Un educatore prestato al mondo del business e sono un esempio di come ci si possa brillantemente (sono anche umile!) re-inventare. Odio il formaggio e non mi piace circondarmi di persone che mi dicono "abbiamo sempre fatto così". Amo leggere, fare sport e raggiungere obiettivi che abbiano insita una sfida. Amo inoltre tutte quelle attività o progetti che mi portano a "migliorarmi continuamente" sia a livello personale che professionale. Nel 2008 mi sono laureato in Teologia. Fin da giovane ho ricoperto ruoli di responsabilità in ambito educativo e formativo. Mi hanno lasciato "spalle larghe", propensione al problem solving e un'ottima capacità di intessere e coltivare le relazioni. Lavoro solo in team, non so se sia un pregio o un difetto (ma io lo reputo un pregio) e non sopporto le persone doppie. Nemmeno mi impegno per celare quanto mi indisponga anche solo averle sedute accanto. Nel 2013, con l'architetto Massimo Calabria abbiamo dato vita al Sistema C.R.E.A. (Costruzione Rete Espansione Affari), che dopo un congruo tempo da Start,up, nel marzo 2017 abbiamo trasformato in C.R.E.A. srl, aggiungendo al nostro team di lavoro un terzo socio: Remo Pozzoni. Si tratta di un progetto di MARKETING RELAZIONALE finalizzato alla creazione ed ampliamento di business rivolto ad imprenditori e liberi professionisti, che vogliono trovare partner affidabili e incrementare i loro fatturati, grazie allo scambio di referenze organizzato e sistematico. Tra le mansioni principali ricopro i ruoli di mediatore e formatore. Dal 2015 sono Fondatore di REACH marketing strategico, un brand che ti aiuta a passare dall'avere un lavoro all'avere un business. Siamo utili a LIBERI PROFESSIONISTI e piccole attività che vogliono: eliminare la concorrenza e creare servizi o prodotti che la gente vuole acquistare. Il Marketing strategico è quella parte di marketing di cui ti dovresti occupare prima di realizzare qualsiasi strumento di comunicazione e prima di far impazzire le agenzie che ti seguono la comunicazione. Ricorda: PRIMA il business e solo POI la comunicazione! Il prossimo progetto? Lo scopriremo insieme! Contatti Email: federico@reachmarketingstrategico.it

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